Museo Civico e Diocesano di Fucecchio2019-06-28T16:07:50+02:00

Museo Civico e Diocesano di Fucecchio

Fucecchio

Il museo

Fondato nel 1969, allora uno dei pochi esempi toscani di museo del territorio, è stato riaperto nel 2004 nella nuova sede di Palazzo Corsini, contiguo ad un ampio parco che conserva i resti del castello altomedievale di Salamarzana e della trecentesca Rocca Fiorentina. Le collezioni sono ordinate sui tre piani del palazzo nelle sezioni: archeologica, storico-artistica e naturalistica.
I materiali naturalistici e archeologici permettono di seguire la storia dell´ambiente naturale e antropizzato dalla fine del Terziario all´Età moderna tra il versante orientale delle Cerbaie, la bassa Valdinievole e il Valdarno, mentre la sezione storico-artistica raccoglie opere pittoriche e d´arti minori provenienti dalle chiese del capoluogo e la collezione di opere del pittore fucecchiese Arturo Checchi (1898-1971).

Il museo dispone di un attiguo e ampio auditorium per lo svolgimento di incontri, convegni e conferenze.

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Le sezioni del museo

Dopo un´introduzione sull´evoluzione del territorio nel corso del Plio-Pleistocene – documentata da fossili marini e continentali tra cui la fauna villafranchiana di Tricolle e i recenti rinvenimenti del gruppo dei Macairodontini (le cosiddette “tigri dai denti a sciabola”) – è esposta la documentazione archeologica del Paleolitico all´età del Bronzo, tra cui sono da segnalare il singolare giacimento di Sammartina, un abitato mesolitico che ha restituito centinaia di strumenti e, per la media età del Bronzo iniziale, il villaggio presso il padule di Fucecchio.
L´ampio arco cronologico corrispondente all´età etrusca e romana è, al momento, quello meno documentato, potendo contare su scarsi materiali e notizie di vecchi rinvenimenti che documentano la presenza di piccoli abitati sparsi. In questo quadro, acquistano rilevanza, per l´età augustea, i dati epigrafici di Cappiano tra cui il titolo funerario di Tiberius Iulius Ianuarius, del I secolo d. C., e un´ara votiva in marmo.
Segue la descrizione della topografia della Salamarzana dei conti Cadolingi, dell´abbazia di San Salvatore, della casa del XII secolo, in un paesaggio circostante composto di abitati sparsi, anche in terra cruda, e da una rete stradale (il cui l´asse centrale è la via Francigena) servita dalle prime strutture ospedaliere.
La documentazione successiva descrive l´assetto del centro urbano in età comunale nelle sue strutture difensive e negli edifici signorili, e la circolazione di manufatti attraverso le documentazioni archeologiche tra il XIV e il XVIII secolo. Un rilievo particolare merita la produzione di ceramiche graffite che, dal XVI al XIX secolo, sostenne l’economia di Fucecchio. Una nuova sala è infine dedicata alla storia archeologica dell’Arno dall’Antichità al Medioevo attraverso un’ampia esemplificazione di anfore dal V secolo a.C. al V secolo d. C., il relitto di Empoli e resti dei meccanismi di mulini fluviali.

Al primo piano è ospitata la sezione storico-artistica che espone dipinti e oggetti d´arte sacra, provenienti in particolare dall´Abbazia di San Salvatore e dalla Collegiata di San Giovanni Battista e datati tra il XIII e il XVIII secolo. Sono in particolare da menzionare i dipinti del volterrano Berlinghiero Berlinghieri, di Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia, fratello di Masaccio, di Zanobi Machiavelli e Giovanni di Lorenzo Larciani. Gli oggetti di arti minori, tra cui avori e argenti (XII-XIX secolo) sono seguiti da paramenti sacri confezionati con stoffe fiorentine, veneziane e francesi del XVII-XIX secolo. Sono anche da menzionare due trionfi del bolognese Giovanni Maria Tamburini e una tela di ignoto veneto raffigurante San Sebastiano.

Di nuovo allestimento è la sala dedicata ai cimeli recentemente restaurati di Giuseppe Montanelli (Fucecchio 1813-1862), importante figura di patriota e politico del Risorgimento italiano. Tra cui l’uniforme da capitano della Guardia Universitaria Pisana e la toga da professore universitario, che furono donati al Comune di Fucecchio dalla sua vedova, Lauretta Parra, dopo alla morte del patriota. Nell´ultima sala è infine esposta una selezione di oli e bronzi donate al proprio paese natale da Arturo Checchi (1898-1971).

La collezione naturalistica, esposta al secondo piano, fu composta, tra la fine dell´Ottocento e i primi del Novecento, da Adolfo Lensi con esemplari da lui stesso raccolti nell´area del padule ai quali se ne sono aggiunti altri donati o acquistati. Fra gli uccelli acquatici esposti, troviamo specie rare come il gobbo rugginoso, ormai estinto nel nostro Paese, il Pollo sultano, sopravvissuto solo in Sardegna, e la Moretta tabaccata.

In posizione attigua alla sede delle collezioni residenti si sviluppa un’ampia sezione espositiva articolata su tre piani e attrezzata per mostre temporanee.

Informazioni

Apertura
Dal martedì al venerdì 10.00-13.00
Sabato e domenica 16.00-19.00

Indirizzo
Palazzo Corsini, Piazza Vittorio Veneto 27, 50054 Fucecchio (FI)

Contatti
Telefono: 0571268262, 0571268229 – Fax: 057120349
Sito internet: www.comune.fucecchio.fi.it
E-mail: museo@comune.fucecchio.fi.it