Storia

Le origini di Fucecchio sono strettamente legate alla storia dei conti Cadolingi, potente casata di origine pistoiese che, attorno all’anno Mille, possedeva già terre e castelli nella Valdinievole e nel Valdarno Inferiore. Spinti dalla crescente potenza del Vescovo di Pistoia a cercare nuovi spazi per poter affermare un proprio autonomo potere, essi trovarono nel “luogo detto Fucecchio” le condizioni ideali per costruire il centro di una signoria territoriale equidistante dalle maggiori città (Pistoia, Lucca, Pisa e Firenze) e all’incrocio di importanti vie di terra (la via Francigena) e d’acqua (l’Arno e la Gusciana, emissario del Padule di Fucecchio). Poco prima del Mille il conte Lotario, figlio di Cadolo, affiancò alla Chiesa di San Salvatore un monastero benedettino. La nuova istituzione, beneficiando di numerose donazioni, divenne una delle più prestigiose della regione riuscendo ad accumulare un vasto patrimonio fondiario. Nei primi anni del XII secolo una rovinosa alluvione dell’Arno costrinse i monaci a ricostruire gli edifici in un luogo più sicuro, sull’altura vicina al castello di Salamarzana (oggi poggio Salamartano). Da allora l’abbazia e l’adiacente collegiata di San Giovanni Battista costituirono il polo ecclesiastico del paese. Nel corso del Duecento, il monastero, ormai in crisi, alienò le terre accumulate sulle quali furono costruite nuove abitazioni e, dopo la metà del secolo, quando la crescita demografica divenne sempre più intensa, i nuovi borghi si espansero a ventaglio oltre il “castello vecchio” scendendo in direzione dell’Arno secondo cinque assi che facevano capo alla più antica porta castellana (l’attuale Piazza Vittorio Veneto). Iniziando da oriente essi furono: la contrada di Porta Raimonda (Via P. Martini), Borghetto (Via La Marmora), il borgo di Gattavaia, la contrada di dominus Bernardo (Via Donateschi) e la contrada di Sambuca, ossia l’area compresa tra le attuali piazza Cavour e Poggio Alberighi.

Durante l’800 Fucecchio è di nuovo un paese popoloso dove le principali attività sono legate alla manifattura, all’artigianato e al piccolo commercio ma dove ancora manca un vero impulso industriale e soprattutto una povertà diffusa colpisce lo strato della popolazione più marginale. Il primo nucleo produttivo a dimensione industriale fu la fabbrica di fiammiferi Taddei che, alla fine del secolo, dava lavoro a 600 tra uomini e donne. Sarà solo nel secondo dopoguerra che Fucecchio incontrerà la sua vera “rivoluzione industriale” grazie allo sviluppo dei settori conciario e calzaturiero che moltiplicarono l’occupazione richiamando una consistente immigrazione dal Sud del paese.

LA CITTA’

Museo Civico di Fucecchio

Fondato nel 1969, allora uno dei pochi esempi toscani di museo del territorio, è stato riaperto nel 2004 nella nuova sede di Palazzo Corsini, contiguo ad un ampio parco che conserva i resti del castello altomedievale di Salamarzana e della trecentesca Rocca Fiorentina. Le collezioni sono ordinate sui tre piani del palazzo nelle sezioni: archeologica, storico-artistica e naturalistica…

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Info

Comune di Fucecchio
Via Lamarmora, 34
50054 FUCECCHIO (FI)
Tel. 0571 2681
Fax 0571 268246